Donne e motori

Alcuni connubi sono talmente legati da ragioni culturali da essere diventati addirittura dei proverbi. Uno di questi contempla quelle che sono due fra le più grandi passioni degli italiani, e recita: “donne e Motori, gioie e dolori”.

Il detto si traduce in maniera abbastanza intuibile, ma può avere una duplice interpretazione. Da un lato si fa riferimento al fatto che le lady al volante vengono considerate – a causa di uno stereotipo sempre più anacronistico – un pericolo alla guida, tanto da aver dato vita ad un altro prverbio ben noto: “donna al volante, pericolo costante”.

Dall’altro, quella che è l’interpretazione più plausibile vede le donne e i motori come due elementi inalienabili dalla vita del maschio italiano, ed in quanto tali portatori di immense gioie ma anche di tanti dolori.

La parte negativa del proverbio sembra tuttavia passare in secondo piano durante le migliaia di saloni dell’auto che annualmente vengono organizzati in tutto il mondo. Qui gli appassionati di due e quattroruote possono togliersi lo sfizio di sognare ad occhi aperti andando a guardare con i propri occhi gli ultimi ritrovati in campo automobilistico, bolidi che non tutti possono permettersi ma che chiunque ha il diritto di desiderare.

E agli organizzatori di questi eventi non deve essere sfuggito che l’atmosfera guadagna quel quid in più se accanto alle meraviglie della motoristica vengono accostate giovani e ammiccanti meraviglie della natura.

Perché quando non causano dolori, motori e donne possono davvero qualificarsi come una delle gioie più grandi che ci siano.

Il rapporto fra le due entità sembra godere di buona fortuna anche in altre sedi: si pensi alle “ombrelline, da sempre presenti in ogni pre-gara del motomondiale, oppure alla legione di ragazze che puntualmente compaiono nei Sexy Car Wash, veri e propri fulcri attorno ai quali girano interi raduni di tuning.

Allo stesso modo si pensi, ad esempio, alle escort, donne di classe che da sempre sono scelte dal maschio italiano per una serata “fuori porta”, diversa dal solito, di trasgressione. Che il lui sia single o sposato poco importa, le escort attirano sempre tantissimo.

Molte auto leggendarie portano esse stesse il nome di una donna, (una su tutte, la Giulietta), ragione da ricercare in una nota che già nel 1926 D’Annunzio inviava a Giovanni Agnelli, quando descriveva l’ultima partorita in casa FIAT come portatrice della “grazia, la snellezza, la vivacità di una seduttrice”.